CONTACT US
SIGN-IN
share
join us
profile
sign in
support us
contact us
Passato, presente e futuro dei meetings ABCD degli "special interest groups"
by Ruggero Pardi
10 March 2015

I meetings ABCD degli "special interest groups" hanno lunga tradizione (nella figura la sede storica della Certosa di Pontignano), sia riguardo ai temi sia per la composizione dei gruppi. Ai tradizionali quattro gruppi (mechanisms of signal transduction, membrane traffic and organelle biogenesis, cell stress, survival and apoptosis, stem cells and regenerative medicine) dallo scorso anno se n’è aggiunto un altro che abbiamo chiamato "Cell Biology of Disease" e che ha avuto un meeting inaugurale - molto frequentato - su cancer biology. A questi meetings, che si tengono negli anni pari, si deve aggiungere l'appuntamento annuale del PhD meeting.

Vi sono varie considerazioni che ci inducono a sollecitare una discussione sulla valenza di questi meetings e a proporre delle modifiche. La prima considerazione è di ordine scientifico: per quanto l'aggregazione di esperti in una determinata area contribuisca ad elevare il livello della comunicazione e della discussione critica (si veda l'esempio delle Gordon Conferences), la nostra scienza è sempre più interdisciplinare e sistematica. La confluenza di nuovi soggetti, nuovi approcci e background scientifici più diversificati può, se ben guidata, apportare innovazione e freschezza. La seconda considerazione è di tipo organizzativo e logistico: sei meetings in un anno sono difficilmente sostenibili e si prestano al rischio, com’è accaduto in passato, di non raggiungere una massa critica di partecipanti, il che ci espone all'eventualità di non fornire un'adeguata copertura finanziaria agli eventi e "diluisce" le possibili sponsorizzazioni commerciali.

Per questa ragione vorremmo avere il parere dei soci sull'eventualità di far confluire le tematiche e i partecipanti degli attuali cinque gruppi di interesse in un numero inferiore di eventi da organizzarsi ad anni alterni. L'idea è di proporre temi "trasversali" che razionalmente si prestino alla confluenza, o meglio ancora all'integrazione di alcune delle tematiche tradizionali in nuove tematiche. Dovremmo quindi puntare a eventi cui partecipino 100-120 persone, e che estendano magari di un giorno la loro durata, dal pranzo del giovedi al pranzo del sabato. In ogni evento potrebbe essere programmata una sessione sui correlati patologici dei temi trattati.

A parte le considerazioni sulle possibilità crescenti di approcciare in modo sistematico le domande biologiche che ci appassionano, pensiamo davvero che gli studiosi di signalling e coloro che lavorano su traffico di membrane e sulla fisiopatologia di compartimenti sub-cellulari non possano avere interessi comuni? Che le risposte adattative cellulari allo stress non impattino sulla rigenerazione tessutale? E che lo studio della patogenesi di malattie, particolarmente delle malattie rare, non possa dare nuova linfa alla ricerca fondamentale in molte aree della biologia cellulare? Aspettiamo le vostre opinioni e i vostri suggerimenti in merito.

Ruggero Pardi, a nome del Consiglio Direttivo di ABCD.

 
San Raffaele University School of Medicine, Milano
ABCD Past President [2014-2016], Professor of Basic Pathology
We study adhesion-generated signaling pathways and their impact on the pathophysiology of higher order processes such as cell proliferation, migration and survival. Signals originating from adhesive interactions act as a "sense of touch" in metazoans. As such, these signals are variably de-regulated human disorders including chronic inflammatory diseases and the early stages of cancer.
2015-03-22 11:08:52 www.mbcunito.it/ Paola Defilippi Carissimi prima di tutto voglio ringraziare Ruggero per l’entusiasmo con cui sta lavorando per la nostra società: le nuove iniziative, tra cui il restyling del sito, sono di sicura attrazione per tutti i soci. Mi associo ai commenti di Nica, Stefano, Antonio e Guido per sottolineare l’importanza che i gruppi di interesse hanno avuto negli anni passati per la formazione di ricercatori e gruppi di lavoro e come questi abbiamo permesso la creazione di reti di collaborazioni confluite nei programmi come il PRIN. D’altra parte non bisogna nascondere le difficoltà attuali in cui si muove la ricerca italiana e come queste si riflettano anche sulla partecipazione agli incontri ABCD. Credo che l’idea di aggregare alcuni dei gruppi possa essere importante: in questo senso il riferimento alle Gordon Conferences mi sembra molto appropriato. In queste conferenze estremamente specialistiche gli argomenti sono organizzati in modo trasversale, partendo dalla biologia di base e sfociando nella patogenesi di malattie. Credo che riuscire ad aggregare alcuni dei gruppi tematici attualmente esistenti secondo il modello proposto da Ruggero sia fattibile ed utile. Queste nuove aggregazioni dovrebbero comunque restare molto specialistiche e “ristrette”, lasciando al meeting ABCD la trasversalità sugli argomenti “caldi” nella biologia cellulare e dello sviluppo. Un’ultima considerazione: potrebbe essere interessante coinvolgere in questi incontri alcuni dei giovani ricercatori cresciuti nei nostri laboratori che sono attualmente in giro per il mondo e che potrebbero portare i loro contributi agli argomenti, creando nuove sinergie con i nostri laboratori. Paola University of Torino 11:08 h - 22 March 2015
Carissimi, concordo con il suggerimento di rinnovare gli "special interest groups". Il nostro lavoro di ricerca si basa su un continuo rinnovamento delle problematiche e tecnologie e pertanto questa realtà si deve trasfere anche negli "special interest groups". Come ricordano Nica e Stefano, questo è già successo in passato e la proposta di un reset mi sembra ottima. I gruppi attuali hanno sicuramente un grosso valore e contenuti scientifici validissimi, ma proporre riaggregazioni differenti potrebbe essere molto stimolante sul piano scientifico. Sarebbe ottimale se questa ri-aggregazione venisse dai più giovani. In questa riorganizzazione sono benvenute aggregazioni trasversali di ricercatori con competenze differenti, ma pur sempre focalizzate su aree specifiche, o almeno, non troppo allargate. Questo mi sembra implicito nel concetto "special interest group" e porta di conseguenza a numeri non elevati di partecipanti (60-80 sono numeri ideali). Personalmente sono profondamente convinto che il correlato patologico costituisca una delle motivazioni più importanti della nostra ricerca, ma proprio per questa convinzione, credo anche che il correlato venga spontaneo nel lavoro di molti gruppi e non lo introdurrei d'ufficio. Guido Unito DBMSS 19:41 h - 19 March 2015 2015-03-19 19:41:29 Guido Tarone
Antonio Musarò 2015-03-13 16:08:35 16:08 h - 13 March 2015 Caro Ruggero, condivido pienamente la tua considerazione circa l'interdisciplinarietà della scienza e questo dovrebbe favorire una sana e fondamentale "contaminazione" tra diverse discipline. Quindi penso che una rivisitazione dei gruppi di lavoro all'interno dell'ABCD sia utile e necessaria per apportare nuovi stimoli di discussione durante i meeting. Condivido anche il punto #2 messo in discussione da Stefano Bonatti e Nica Borgese circa la considerazione sui correlati patologici dei temi trattati nei meetings ABCD degli "special interest groups". Non c'è dubbio che tali correlati patologici possano essere un valore aggiunto al programma scientifico, ma non credo sia necessario istituzionalizzarli in quanto fanno già parte degli argomenti che vengono trattati negli special interest groups. L'ABCD è una bella realtà scientifica che nel tempo è cresciuta in quantità (come numero di soci, soprattutto giovani) e qualità. E' opportuno stimolare la partecipazione diretta dei tanti giovani soci a dare il loro contributo alla discussione e alle iniziative dell'ABCD. Antonio Musarò Sapienza Università di Roma
Al Presidente dell’ABCD Prof. Ruggero Pardi Ai membri del Consiglio Direttivo dell’ABCD Caro Presidente, la lunghissima militanza ABCD, ed il ruolo che abbiamo avuto nello special interest group “traffico di membrane”, ci spingono ad esprimerti alcune perplessità e suggerimenti, e credici se ti diciamo che non siamo mossi da motivi sentimentali…. 1: Trasversalità: la trasversalità è una caratteristica fondamentale della ricerca biomedica degli ultimi decenni che ha contraddistinto da sempre l’approccio dell’ABCD. Tuttavia, ci sembra che i congressi dell’ABCD coprano egregiamente la interdisciplinarità e temiamo che gli incontri trasversali programmati diventino dei mini-congressi, con il pericolo che la partecipazione sia ben minore di quella auspicata (100-120 partecipanti). Anche la maggiore lunghezza di questi incontri potrebbe essere un deterrente per i maggiori costi che essa implica. Ricordiamoci che l’idea di fare un congresso ABCD ogni due anni è nata anche dalla preoccupazione, data la numerosità dei meeting scientifici, di non oberare i soci con un congresso nazionale ogni anno. 2: Sessione sui correlati patologici dei temi trattati: suggerisci di programmare una sessione sui correlati patologici dei temi trattati. Noi pensiamo che la buona ricerca sia buona e basta, indipendentemente dalla sua applicabilità; e che l’affossamento della ricerca di base, in corso attualmente in Italia (e anche altrove), diminuirà, anziché promuovere, le possibilità di trasferimento. Riteniamo che, a seconda degli argomenti trattati, la patologia potrà avere un ruolo più o meno importante negli incontri tematici. In alcuni casi potrà essere utile organizzare una sessione speciale sui correlati patologici, in altri casi i contributi rilevanti alla patologia potranno essere facilmente inseriti all'interno delle sessioni dell'evento. 3: il problema della massa critica: ci rendiamo conto che alcuni “special interest groups” negli ultimi anni non hanno raggiunto la massa critica necessaria. A questo problema si potrebbe fare fronte in vari modi: alcuni gruppi potrebbero effettivamente fondersi (ci pare che sia già successo tra “adesione” e “signalling”); ma la partecipazione potrebbe essere estesa anche coinvolgendo altre società scientifiche, organizzando cioè special interest groups intersocietà (SIBBM, SIB oppure anche società di biologia cellulare non italiane). C'è comunque da aggiungere che una dimensione modesta degli incontri tradizionali (30 - 60 partecipanti) ha avuto il notevole vantaggio di creare un'atmosfera rilassata che ha favorito la discussione e ha offerto un'esperienza formativa ai più giovani che hanno avuto la possibilità di presentare la loro ricerca in un ambiente non troppo formale. In conclusione, a noi sembra che gli “special interest groups”, proprio per il fatto di essere focalizzati su aspetti specialistici della biologia cellulare, rappresentino un complemento importantissimo al congresso nazionale. Per ravvivare questi incontri, suggeriamo o di azzerare l’esistente e ripartire nel 2016 da proposte che vengano dai soci (ovviamente da voi vagliate e approvate; in principio, questo non impedirebbe anche la riproposizione di gruppi esistenti); e/o di fare un sondaggio tra i soci, chiedendo non solo il loro interesse ma concretamente se abbiano intenzione di partecipare a una o più delle riunioni e, in caso affermativo, con quanti membri del loro laboratorio. Con questi dati in mano, si potrebbero affrontare in maniera mirata possibili fusioni o allargamenti dei gruppi. Un momento opportuno per discutere possibili nuove direzioni potrebbe essere al congresso ABCD del prossimo settembre: una riunione tra chair e co-chair, il consiglio direttivo e magari anche altri soci interessati potrebbe generare spunti per la riorganizzazione degli "special interest groups". Speriamo che questa nostra lunga lettera possa contribuire ad una discussione comunque fruttuosa. Stefano Bonatti - Università di Napoli Federico II Nica Borgese - Istituto di Neuroscienze del CNR Istituto di Neuroscienze del CNR 18:01 h - 10 March 2015 2015-03-10 18:01:28 www.in.cnr.it/index.php/en/joomlaorg-2/milano-en/people-mi/155-borghese-en Nica Borgese